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Umore dei responsabili degli acquisti migliora

I segnali sono positivi. KEYSTONE/ALEXANDRA WEY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2020 - 11:00
(Keystone-ATS)

L'umore dei responsabili degli acquisti in Svizzera, sie nell'industria che nei servizi, è migliorato in luglio.

È quanto emerge dall'ultimo sondaggio mensile condotto dall'associazione di categoria Procure.ch, i cui dati vengono interpretati dagli specialisti di Credit Suisse (CS).

Stando alle informazione diffuse oggi dalla banca, l'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) nel settore industriale è salito a 49,2 punti, 7,3 in più di giugno e 4,0 più di un anno prima. L'indicatore si è quindi molto avvicinato alla soglia di crescita pari a 50 punti, livello che è stato nel frattempo superato dall'analogo indice relativo ai servizi: questo si è attestato a 51,6 punti (+2,5 mensile, +2,7 annuo).

Scendendo nei dettagli, il dato relativo all'industria è risalito quasi al livello di febbraio, sottolineano gli esperti di CS. In forte crescita è la componente produzione (+13,4 a 53,9 punti), come pure quelle relative alle quantità acquistate (+11,7 a 48,1 punti) e alle commesse in portafoglio (+9,8 a 47,8 punti), che rimangono però sotto la soglia di crescita. Sotto la linea, ma in progressione, è pure la componente occupazione (+7,6 a 46,6 punti).

Inoltre in base ai dati forniti dalle aziende industriali interpellate il ricorso al lavoro ridotto in luglio è sceso al 16%, ciò che è notevolmente inferiore a maggio (28%) e giugno (27%). Anche la quota di dipendenti che lavorano da casa è diminuita: era del 17% in luglio, contro il 20% di giugno (e il 37% di marzo).

Circa un terzo delle ditte ha inoltre indicato di aver cambiato la propria catena di approvvigionamento a causa della pandemia, in particolare aumentando gli acquisti da fornitori locali. Inoltre, è stato fatto un tentativo di diversificare la base dei fornitori in modo più ampio, con una società su due che prevede di riorganizzare la propria catena di fornitura in futuro, concentrandosi principalmente sui grossisti Ue.

Per quanto riguarda invece l'indice dei servizi un altro notevole miglioramento è stato registrato dalla componente attività commerciale (+8 a 64,0 punti), quello che nell'industria è la produzione: erano già stati registrati +12,4 punti in maggio e +15,2 in giugno e ora l'indicatore è di quasi 47 punti più in alto del momento più difficile, in aprile. "La dinamica di ripresa però sta perdendo forza", osservano gli specialisti di Credit Suisse. Anche l'evoluzione delle componenti nuove commesse (-4,8 a 48,5 punti) e ordinativi in portafoglio (+2,8 a 49,3 punti) indica un ritmo di ripresa meno rapido: entrambe sono inoltre sotto la soglia di crescita, anche se non di molto.

Pure la situazione sul fronte dell'impiego è migliorata solo leggermente e i tagli al personale sono ancora in corso, sebbene in modo meno marcato. La percentuale di dipendenti in lavoro ridotto è diminuita solo marginalmente e ora si attesta al 18%, solo leggermente inferiore a quella del mese precedente (20%), ma notevolmente inferiore a quella di aprile (32%). Analogamente all'industria, anche i responsabili nei servizi stanno adattando le loro catene di approvvigionamento, ponendo l'accento sull'aumento degli acquisti interni e nell'Ue, se necessario.

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