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Un piano d'azione per il clima ai tempi del Covid-19

Un'azione degli attivisti dello Sciopero per il clima, lo scorso 15 maggio a Berna KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2020 - 11:42
(Keystone-ATS)

"Un programma di rilancio economico sociale ed ecologico per evitare un ulteriore surriscaldamento del clima": è la richiesta degli attivisti per il clima per uscire dalla crisi legata al coronavirus.

Gli attivisti per il clima hanno presentato questa mattina il loro piano d'azione in una conferenza stampa a Berna. Le misure di rilancio dell'economia - scrivono in una nota - avranno un impatto decisivo sulla politica climatica. Rimandare il confronto sulla crisi climatica sarebbe un errore fatale.

Scienziati ed attivisti per il clima di tutta la Svizzera stanno lavorando al piano d'azione da oltre sei mesi. L'obiettivo è di conciliare la ripresa economica con la protezione dell'ambiente. E di mostrare in che modo la Svizzera può raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2030, per tutti i settori dell'attività industriale e privata.

Un programma di investimenti economici finalizzato alla costruzione di una società resiliente in grado di affrontare le sfide future deve comprendere aiuti immediati per far fronte alla crisi, investimenti a favore del clima e la creazione di posti di lavoro sostenibili.

Mozione popolare a Friburgo

Sempre oggi, nel canton Friburgo, i movimenti "Grève du Climat" (Sciopero per il clima ) e "Grands-parents pour le climat" (Nonni per il clima) hanno consegnato al parlamento cantonale una mozione popolare munita di 800 firme che chiede di destinare 500 milioni di franchi per misure a favore del clima e dell'ambiente.

Il cantone - ricordano gli autori della mozione - dispone di 1,3 miliardi di franchi di riserve sotto forma di capitale proprio. La mozione popolare è uno strumento che deve raccogliere almeno 300 firme di aventi diritto al voto per essere sottoposta al parlamento. Quando le firme sono validate, il Gran Consiglio è tenuto ad esaminarla alla stregua di una mozione parlamentare.

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