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Unesco: anche caffè espresso italiano vuole riconoscimento

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 ottobre 2014 - 17:59
(Keystone-ATS)

Anche l'espresso italiano deve fare i conti con scadenti "imitazioni", in Italia e soprattutto all'estero. Ecco perché è nato un consorzio il cui obiettivo è tutelare l'espresso italiano tradizionale, per ottenere il riconoscimento di bene immateriale dall'Unesco. Il progetto è stato presentato a TriestEspresso Expo.

"Se il caffè turco è riconosciuto patrimonio dell'Unesco, perché non può esserlo anche l'espresso? Da qui è iniziato quasi un anno fa l'iter che il 15 settembre scorso ha portato alla costituzione del "Consorzio di tutela dell'espresso tradizionale italiano", ha spiegato l'ideatore, Giorgio Caballini di Sassoferrato, presidente Dersut Caffè e Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè. "Un percorso non facile, anche per la complessità che impone la procedura amministrativa di quest'organismo internazionale, ma in cui crediamo fermamente".

Il Consorzio è stato fondato da 16 marchi, prevalentemente torrefattori ma anche produttori di macchine da caffè e macindosatori. Oggi nel Consiglio Direttivo sono stati accolti 4 nuovi membri, due associazioni di settore e due imprese, ma ci sono state nuove numerose manifestazioni d'interesse.

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