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BUDAPEST - Si profila una vittoria schiacciante dei conservatori alle elezioni politiche oggi in Ungheria, con parallela forte affermazione dell'estrema destra. Parlallelamente il partito socialista al governo finora, come pure ampiamente previsto da tutti gli esperti demoscopici, viene pesanentemente penalizzato e arretra al secondo posto.
A seggi già ufficialmente chiusi, colpo di scena stasera dopo che già erano stati divulgati i primi exit poll alle 19.00: a causa delle lunghe file, l'Ufficio elettorale nazionale ha deciso di rinviare di un'ora e mezzo la chiusura dei seggi. In quelli dove non c'erano più elettori in attesa è già cominciato lo spoglio delle schede, negli altri invece vanno avanti le operazioni di voto.
Si prevede un'accesa disputa costituzionale sull'opportunità della decisione di prolungare l'apertura dei seggi dal momento che i dati degli exit poll erano stati già divulgati e potrebbero avere influenzato il comportanento degli ultimi elettori. Già i commentatori gridano allo scandalo.
Secondo i primi exit poll pubblicati alle 19.00, Fidesz, il partito conservatore dell'ex, e probabile futuro, premier Viktor Orban, è al primo posto col 56%-57% dei voti. È seguito dai socialisti, finora al governo, che crollano a circa il 19%. Al terzo posto si è piazzato il partito di estrema destra Jobbik, indicato fino al 15%. In tal modo il partito di chiara matrice xenofoba e antisemita riuscirebbe a superare lo sbarramento del 5% e entrare per la prima volta nel parlamento di Budapest.
Gli exit poll danno anche un quarto partito sopra la soglia del 5%: Politica Diversa (Lmp, verdi) al 5,5%. Secondo questi dati, il futuro parlamento sarebbe quindi quadripartito. La ripartizione dei 386 seggi sarebbe la seguente: 260 andrebbero a Fidesz, 66 ai socialisti, 47 al Jobbik, e 13 all'Lmp.
Se i dati saranno confermati, Fidesz avrebbe quindi raggiunto quasi una maggioranza dei due terzi con ampio margine per governare da sola e legiferare in parlamento. Sarebbe la prima volta comunque nella storia dell'Ungheria democratica dal 1989 che un partito raggiunge la maggioranza assoluta alle urne.
Gli aventi diritto di voto erano circa otto milioni; l'affluenza è stata del 65%.

SDA-ATS