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Brutta figura per il sindacato Unia.

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Ottocentoventi ore di lavoro supplementari in 13 mesi e alla fine una diagnosi di burn-out. È accaduto a un dipendente della cassa per i disoccupati di Bienne gestita da Unia, come scrive oggi il Blick.

Nonostante gli appelli del dipendente al superiore per il carico di lavoro eccessivo e i problemi di salute nulla è accaduto fino all'irreparabile: 4 mesi di congedo malattia. Il motivo di tale situazione? L'assenza di controlli delle ore di lavoro.

La notizia resa nota oggi dal quotidiano zurighese è stata confermata dal portavoce di Unia Pepo Hofstetter. Il dipendente è tornato al lavoro, ma ha dapprima inoltrato denuncia contro il sindacato. Il tribunale arbitrale di Berna-Mittelland gli ha concesso un risarcimento di 10 mila franchi. Stando alla legge sul lavoro, le ore supplementari non possono superare le 170 per anno.

Secondo una mail interna di Unia, citata per esteso dal Blick, lo stesso sindacato ha riconosciuto una violazione della personalità del suo dipendente, mancando inoltre ai propri doveri di assistenza.

Citato dal giornale, il membro della direzione di Unia Corrado Pardini, consigliere nazionale socialista bernese, ha ammesso che nemmeno il sindacato è al riparo da queste derive, specie se le ore di lavoro non vengono controllate come si deve.

Quale provvedimento, Unia ha spostato il responsabile della cassa disoccupazione di Bienne. Inoltre è stato assunto nuovo personale e gli orari di lavoro vengono ora strettamente controllati.

SDA-ATS

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