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L'Unione svizzera dei contadini (USC) si dice tradita dal Consiglio federale, che a suo dire non ha rispettato la parola data imponendo al settore primario dolorosi tagli sia nel preventivo 2016 che nel credito quadro per gli anni 2018-2021.

L'organizzazione invita il mondo agricolo a una manifestazione a Berna il 27 novembre, alla vigilia della sessione invernale delle Camere.

La dimostrazione, che vedrà convergere i partecipanti davanti a Palazzo federale, servirà a ricordare al governo "le sue promesse e il suo dovere, fissato dalla Costituzione", ha affermato stamani in una conferenza stampa a Berna il presidente dell'USC e consigliere nazionale rieletto Markus Ritter (PPD/SG), per il quale queste decisioni finanziarie sono "la goccia che ha fatto traboccare il vaso".

Nel budget 2016 alla voce agricoltura i risparmi ammontano a 94 milioni di franchi. Il settore primario sarebbe dunque l'unico a dover fare i conti con un'effettiva riduzione dei mezzi dello Stato, ha deplorato il direttore dell'USC e consigliere nazionale rieletto Jacques Bourgeois (PLR/FR).

I contadini poi trovano particolarmente dolorosi i risparmi di 800 milioni di franchi nell'ambito del credito quadro 2018-2021, ha dichiarato Christine Bühler, presidente dell'Unione svizzera delle donne contadine e rurali (SBLV). Affermando che questi tagli possono essere compensati con un aumento della produttività, il governo fa un affronto al duro lavoro dei contadini, ha dichiarato.

L'USC sottolinea le difficoltà esistenziali con cui le aziende agricole sono confrontate indipendentemente dai tagli praticati dalla politica: i costi di produzione non sono più coperti per i produttori di latte, barbabietole da zucchero e carne di maiale.

L'organizzazione denuncia anche un paradosso. Con la Politica agricola 2014-2017 ai contadini sono stati assegnati nuovi compiti negli ambiti della biodiversità, del benessere degli animali e della conservazione delle risorse, ma i mezzi finanziari non sono stati adeguati verso l'alto. "Il mondo agricolo ha assunto le responsabilità che gli sono state assegnate dalla politica, il Consiglio federale invece non ha rispettato i patti".

All'ultima manifestazione degli agricoltori a Berna, tenuta nel 2005, avevano partecipato circa 10'000 persone.

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SDA-ATS