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Sui modi di affrontare la vecchiaia il dibattito rimane acceso.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) raccomanda di respingere la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020, sulla quale popolo e cantoni si esprimeranno il 24 settembre.

In una nota odierna, i datori di lavoro affermano di non voler sostenere il testo. A loro avviso, il parlamento, invece di sviluppare un progetto in grado di garantire una previdenza vecchiaia sostenibile partendo da una "base finanziaria sana", ne ha realizzato uno "sovraccaricato".

Problemi strutturali quali il deficit "cronico" dell'AVS e la prevista ondata di pensionamenti delle persone nate durante il baby-boom vengono con questa riforma non solo ignorati, bensì ulteriormente aggravati, scrive l'USI.

Inoltre, il progetto andrebbe a creare differenze fra le diverse fasce d'età. Gli attuali pensionati non vedrebbero migliorata la loro situazione, anzi sarebbero penalizzati dall'aumento dell'imposta sul valore aggiunto, necessario per il finanziamento dell'AVS, si legge nel comunicato. Il "fardello più pesante" ricadrebbe però sulle spalle dei giovani e delle generazioni future.

Uno sviluppo non solidale dell'AVS per poveri e ricchi farebbe solamente crescere la pressione per un aumento in tempi brevi dell'età pensionabile, sottolinea l'USI. Gli imprenditori domandano quindi un progetto suddiviso in "porzioni separate e digeribili, come l'economia richiede dall'inizio del processo di riforma".

SDA-ATS

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