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Gli acquisti di asset vanno ridotti entro la fine dell'anno ma nessun certezza su quando sarà il primo passo, se a settembre come il mercato teme o se più in là. La Fed, compatta su un rallentamento degli acquisti entro il 2013, si mostra ancora una volta divisa sulla tempistica esatta da seguire: da un lato alcuni chiedono "pazienza" per avere una fotografia più completa sullo stato di salute dell'economia, dall'altra parte invece c'è chi ritiene che il momento di un rallentamento possa giungere a breve.

I verbali della riunione del 30-31 luglio della Fed arrivano a mercati europei chiusi. E proprio le borse del Vecchio Continente risentono dell'incertezza e chiudono in calo.

Wall Street, dopo tre quarti di seduta in rosso e dopo essere scesa ai minimi di giornata nei minuti immediatamente successivi alla diffusione dei verbali, recupera terreno nel finale. A un'ora dalla chiusura il Dow Jones gira in territorio leggermente positivo e sale dello 0,09% a 15.016,12 punti. Il Nasdaq avanza dello 0,43% a 3.629,06 punti. Lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,21% A 1.655,76 punti.

I verbali della riunione della Fed chiariscono che "quasi tutti i partecipanti" del Fomc (il braccio esecutivo della banca centrale) sono d'accordo con la tabella di marcia delineata dal presidente della Fed, Ben Bernanke, ovvero un rallentamento degli acquisti, attualmente pari a 85 miliardi di dollari al mese, entro la fine dell'anno e uno stop completo entro la metà del prossimo.

La spaccatura è su quando compiere il primo passo: all'interno della Fed sembra mancare un consenso sull'economia, se è abbastanza forte o meno per un rallentamento degli acquisti già nella riunione del 17-18 settembre.

"Alcuni membri hanno messo in evidenza l'importanza di essere pazienti e la necessità di valutare ulteriori informazioni prima di decidere eventuali modifiche agli acquisti" si legge nei verbali. "Altri hanno suggerito che il il momento per rallentarli potrebbe essere a breve".

Una divisione che potrebbe essere risolta nelle prossime settimane: il 6 settembre è atteso il dato sul mercato del lavoro, parametro determinante per le decisioni della Fed. La banca centrale ha fissato al 6,5% la soglia del tasso di disoccupazione per un aumento dei tassi di interesse. ma nell'ultima riunione si è aperto il dibattito sulla possibilità di abbassarla, una mossa che consentirebbe alla Fed di allentare i timori del mercato sul fatto che una stretta dell'allentamento monetario possa essere seguita a breve da un aumento dei tassi di interesse.

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SDA-ATS