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Usa: 103.000 posti settembre, timidi segni ripresa

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 ottobre 2011 - 20:49
(Keystone-ATS)

Timidi segnali di ripresa per l'economia americana, che a settembre è riuscita a creare più posti di lavoro del previsto: 103 mila. Di questi tempi meglio di niente. Anche se il tasso di disoccupazione resta inchiodato al 9,1%, agitando i sonni del presidente Usa, Barack Obama, che proprio sul terreno del lavoro e della crescita economica si gioca la rielezione alla Casa Bianca.

Il piano per la ripresa, con cui il presidente spera di rilanciare in maniera decisa economia e occupazione, non è ancora passato al Congresso, bloccato a causa della battaglia elettorale tra repubblicani e democratici. E il fatto che la forza lavoro aumenti lo stesso più delle attese fa ben sperare. Anche se la ripresa rimane fragile ed esposta alle turbolenze finanziarie che arrivano dall'Europa.

Secondo i dati del Dipartimento del Lavoro americano, in particolare, sono stati 60 mila in più del previsto i posti creati il mese scorso. E un'altra buona notizia viene dal fatto che è stato rivisto al rialzo anche il dato di agosto, che ora indica 57.000 posti di lavoro in più. Si tratta di cifre che in qualche modo allentano i timori sulla ripresa della principale economia mondiale.

Anche se - come hanno ricordato ad ogni occasione il presidente Obama ed il segretario al Tesoro Timothy Geithner - il rischio di una ricaduta nella recessione è sempre dietro l'angolo. Anche per l'incertezza generata dalla situazione dell'Eurozona, colpita dalla grave crisi del debito.

Nel dettaglio, secondo i dati del Dipartimento del lavoro, nel settore privato a settembre sono stati creati 137.000 posti di lavoro, mentre nel settore pubblico sono stati bruciati 34.000 posti e nelle fabbriche si è registrato un calo di 13.000 posizioni, la flessione più pesante da agosto 2010. Il comparto dei servizi ha visto invece un incremento 85.000 posti.

Nonostante si tratti di numeri che consegnano un quadro fatto di luci ed ombre, le borse sembrano aver accolto con un ottimismo questa piccola scossa dell'aumento dei posti di lavoro negli Stati Uniti.

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