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WASHINGTON - La maggior parte dei soccorritori che ha lavorato per giorni intorno alle Torri Gemelle crollate dopo l'attacco terroristico dell'11 Settembre 2001 continua a soffrire di danni polmonari cronici, che non migliorano con il tempo: lo rivela un nuovo studio pubblicato sul New England Journal of medicine condotto da esperti dell'Einstein college of medicine e dagli stessi medici del New York Fire Department.
Dall'esame di 11.000 vigili del fuoco e più di 2.000 tra medici, infermieri e tecnici sanitari che hanno passato le prime due settimane dopo il disastro a Ground Zero tentando di prestare aiuto, è emerso che il 13% dei pompieri non fumatori ha ancora seri problemi polmonari così come il 22% degli esperti sanitari.
I test del respiro hanno rivelato anormalità nella capacità polmonare a più di otto anni dall'attacco e gli specialisti dubitano che potranno esserci miglioramenti in futuro. Secondo il rapporto l'esposizone ai fumi ed alle polveri emerse dal crollo dell'World Trade Center ha in pratica creato un invecchiamento su colpo della funzionalità polmonare di questi lavoratori pari a 12 anni.
"Queste persone sono state esposte ad una concentrazione senza precedenti di polveri e fumo emessi da una gran quantità di materiali diversi, differenti da quelli che si incontrano durante la regolare attività dei pompieri", ha osservao Thomas Aldrich, professore di medicina all'Einstein college.

SDA-ATS