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Nuove proteste a Charlotte per l'uccisione dell'afroamericano Keith Lamont Scott. Per la quinta serata consecutiva i manifestanti sono scesi in piazza. Hanno chiesto alla polizia di pubblicare l'intero video in suo possesso, non solo degli spezzoni resi noti.

I video della polizia non spazzano via i dubbi e non chiariscono se Scott avesse o meno un'arma.

Secondo quanto ha detto in una conferenza stampa blindata il capo della polizia di Charlotte, Kerr Putney, l'afroamericano ucciso da un agente di polizia il 20 settembre era in possesso di marijuana e aveva una pistola.

Sotto crescente pressione da parte dei manifestanti e della politica, la polizia di Charlotte ha deciso di rendere noto i due video di cui è in possesso, che però non chiariscono se Scott avesse una pistola. In un video l'uomo viene ripreso mentre scende dalla sua auto, cammina all'indietro e vengono sparati quattro colpi di pistola. Un secondo video lo mostra già a terra. In nessuno dei due è evidente se avesse o meno un'arma.

Kerr Putney nell'annunciare la pubblicazione dei video aveva messo in guardia che non sarebbero stati sufficienti a sconfiggere ogni dubbio. Proprio per questo la polizia ha pubblicato anche una foto della presunta arma che Scott avrebbe avuto con sé.

Tutte le prove fornite, incluso il DNA, confermano la tesi della polizia, offrendo "prove indiscutibili" del fatto che Keith Lamont Scott fosse in possesso di un'arma. "Era assolutamente armato", dice Putney. "Quando si è in possesso di marijuana e di una pistola, è una questione di sicurezza pubblica" aggiunge spiegando l'accaduto.

Il video della polizia si va ad aggiungere a quello girato dalla moglie di Keith Lamont Scott che, pur non chiarendo se l'uomo fosse in possesso o meno di un'arma, offre uno spaccato dell'accaduto, con la donna che chiede di non sparare perché l'uomo non è armato.

Il dibattito sulla pubblicazione del video precede di due settimane l'entrata in vigore di una nuova legge in North Carolina che limita l'accesso ai video della polizia. Dal primo ottobre per la pubblicazione di eventuale materiale in possesso degli agenti servirà infatti un ordine del tribunale, con il giudice chiamato a stabilire se la pubblicazione è nell'interesse pubblico o crea una minaccia alla giustizia.

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SDA-ATS