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La polizia americana è di nuovo nella bufera: gli agenti di Houston, in Texas, hanno sparato, uccidendolo, ad un uomo in sedia a rotelle a cui erano stati amputati un braccio e una gamba. La vicenda ripropone il dibattito sul grilletto facile da parte di alcuni membri delle forze dell'ordine.

Solo per citare alcuni casi, nemmeno due mesi fa, a New York, un uomo è stato ucciso a sangue freddo a Times Square per aver estratto un coltello da cucina dopo che la polizia gli ha intimato di fermarsi, dopo averlo sorpreso a fumare marijuana. Quindi, a morire è stato un innocente vittima di una rapina, nel Bronx, sempre a New York, scambiato per il ladro dalle forze dell'ordine. E ancora, il primo luglio, a Saginaw, in Michigan, un afroamericano di 49 anni che aveva estratto un coltello è morto sotto una pioggia di fuoco aperta contro di lui da sei agenti in pieno giorno.

A scatenare la sparatoria di Houston invece, spiega il portavoce della polizia Jodi Silva, il fatto che l'uomo stesse minacciando gli agenti stringendo in mano un oggetto metallico non meglio identificato, che poi si è rivelato essere una penna. La vittima, di cui non è stata rivelata l'identità, soffriva di disturbi mentali e viveva da 18 mesi in una casa famiglia. A premere il grilletto è stato Matthew Jacob Marin, da cinque anni membro del dipartimento, posto immediatamente in tre giorni di fermo amministrativo.

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SDA-ATS