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NEW YORK - Un dato, quello pubblicato oggi sul mercato del lavoro, che mostra luci e ombre ma che segnala di certo un rallentamento della ripresa, pur escludendo almeno per il momento l'ipotesi di una nuova recessione. È quanto sostengono gli analisti.
"A questo punto l'ipotesi di una nuova recessione appare remota. In ogni caso avremo un periodo di crescita lenta", osserva Stephen Stanley di Pierpoint Securities. Per Steven Blitz di Majestic Research "questa è l'economia che abbiamo, non quella che vorremmo: un aumento di 83'000 unità nel settore privato, di cui 20'500 a tempo determinato, e la perdita di 10'000 posti nei governi statali e locali non indicano una ripresa robusta ma neanche una nuova recessione".
"L'analisi dei dati segnala l'inizio di un'estate difficile per una ripresa del mercato del lavoro", spiega da parte sua David Semmens di Standard Chartered Bank, mentre per John Silvia di Wells Fargo "è rassicurante vedere progressi in diversi settori, incluso il manifatturiero e l'educazione. Nessuna nuova recessione ma neanche una rapida ripresa".
Dan Greenhaus di Miller Tabak sostiene che "è un dato negativo: non solo il settore privato ha creato meno posti del previsto, ma i redditi e le ore lavorate sono in calo. La crescita del mercato del lavoro è in corso ma il tasso non è neanche minimamente in grado di avere un significativo impatto sul tasso di disoccupazione". "Ci sono più notizie negative che positive nel dato", rincara la dose Rdq Economics.

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SDA-ATS