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Si è aperto oggi il processo per l'attentato alla maratona di Boston, del 15 aprile 2013. L'unico imputato, Dzhokhar Tsarnaev, 21 anni, si è presentato in aula in abito scuro, con camicia bianca e senza cravatta: è ritenuto direttamente responsabile, con il fratello maggiore Tamerlan Anzorovich, poi ucciso in una scontro a fuoco con la polizia, della morte di tre persone e del ferimento di almeno 260.

In aula Tsarnaev è arrivato scortato dalla polizia ma senza manette, sotto gli sguardi fissi di alcune delle vittime e delle loro famiglie, tra cui i genitori del piccolo Martin Richard, morto nell'attacco a soli otto anni.

Secondo fonti stampa, nella ricostruzione degli avvenimenti l'accusa potrebbe anche mostrare come prova foto dell'autopsia del bambino. Delle sorti di Dzhokhar dovrà decidere una giuria composta da dieci donne e otto uomini, tutti bianchi. Se ritenuto colpevole, il giovane potrebbe essere condannato alla pena di morte.

Durante il dibattimento, che si sta svolgendo tra rigide misure di sicurezza, saranno mostrati due volti dell'attentatore: l'accusa lo descriverà come una persona consapevolmente complice del fratello, la difesa invece, nel tentativo di evitargli la pena capitale, lo presenterà come un ragazzo totalmente succube, che non ha agito secondo la sua volontà.

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SDA-ATS