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ROMA - Il tasso di disoccupazione negli Usa a luglio è rimasto al 9,5%, risultando inferiore alle previsioni che lo davano in rialzo al 9,6% dal 9,5% di giugno. Lo comunica il dipartimento del Lavoro, secondo cui gli occupati del settore privato sono saliti di 71.000 unità, meno delle 90.000 previste.
Nel complesso gli occupati a luglio (nel settore non agricolo) sono diminuiti di 131.000 unità, dopo il calo di 221.000 del mese precedente, superando ampiamente la flessione di 65.000 unità prevista dagli economisti, con salari medi orari in aumento mensile dello 0,2% contro il +0,1% atteso.
Le nuove assunzioni da parte delle compagnie private presentano il segno più: l'aumento è di 71.000 unità a luglio, sua pure inferiore alle 90.000 previste dagli analisti. E nel solo settore manifatturiero si registrano 36.000 assunzioni, oltre le 13.000 previste.
Ma nel complesso l'economia americana sembra procedere a rilento nel riassorbire gli 8,4 milioni di posti di lavoro persi dall'inizio della recessione nel dicembre del 2007, un fattore negativo per la crescita economica perché la bassa occupazione frena i consumi che, da soli, fanno i tre quarti del prodotto interno lordo statunitense.

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SDA-ATS