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La segretaria di Stato americana Hillary Clinton anticipa i temi caldi del mondo, che da domani saranno protagonisti al Palazzo di Vetro: presentata dal marito Bill, ha aperto il secondo giorno di lavori della "Clinton Global Initiative", piattaforma sullo sviluppo globale concepita e organizzata dalla fondazione dell'ex presidente americano. Il tema era quello del ruolo della diplomazia nel XXI secolo, ma l'ex first lady non ha dimenticato i temi di attualità. E il suo accorato appello a sostenere democrazia, libertà e dignità ha ottenuto una vera ovazione.

"L'unità della comunità internazionale è fondamentale per resistere agli estremisti che cercano di dividerci, e sostenere la transizione democratica in Medio Oriente e Africa del Nord", ha affermato. "La gente del mondo arabo non deve passare dalla tirannia dei dittatori alla tirannia delle masse", ha continuato. "E il popolo di Bengasi ha inviato questo messaggio forte e chiaro dopo l'uccisione dell'ambasciatore Chris Stevens".

Ma Hillary Clinton ha anche voluto affrontare uno dei temi più scottanti della campagna elettorale: "sono fuori dalla politica americana - ha detto - ma è un fatto che l'élite mondiale produce ricchezza, e non contribuisce alla crescita del proprio paese. Per esempio non investono in scuole pubbliche e in ospedali pubblici", ha spiegato l'ex First Lady. Per lei è una priorità che la tassazione venga applicata in maniera equa, partendo da chi sta più in alto.

E parlando del ruolo della diplomazia, ha sottolineato come "l'amministrazione Obama ha elevato lo sviluppo ad aspetto chiave della diplomazia". "Troppo spesso in passato abbiamo pensato a soluzioni d'urgenza e non a lungo termine. Invece - ha detto - è necessario passare dall'assistenza ad investimenti strategici che portino ad una crescita economica sul lungo periodo".

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SDA-ATS