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Usa: Iran avrebbe fomentato rivolte afghane dopo rogo Corani

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 aprile 2012 - 20:57
(Keystone-ATS)

Gli Stati Uniti ritengono che l'Iran abbia istigato le rivolte scoppiate dopo l'incidente dei Corani bruciati in una base americana in Afghanistan alla fine di febbraio. Lo rivela il New York Times citando alcuni funzionari americani, secondo i quali poche ore dopo aver appreso del rogo, Teheran avrebbe segretamente ordinato ai suoi agenti sul territorio di sfruttare l'indignazione pubblica per fomentare disordini e violenze nella capitale Kabul e nella parte occidentale del Paese.

Proteste durante le quali diverse persone sono state uccise, anche se in molti casi gli intenti della repubblica islamica non avrebbero raggiunto i risultati sperati.

La questione è tornata sul tavolo della Nato in relazione all'opera di preparazione per le possibili ritorsioni iraniane in caso di un attacco israeliano ai suoi impianti nucleari. "Teheran ha continuato ad alimentare le fiamme della violenza sostenendo l'insurrezione", ha detto in un intervento al Congresso il generale John Allen, comandante delle truppe alleate in Afghanistan.

Le forze della Nato, ha spiegato ancora Allen, hanno rivolto la loro attenzione soprattutto all'analisi dell'utilizzo di armi avanzate come una potente bomba stradale in grado di perforare i veicoli corrazzati americani.

Secondo quanto riporta il quotidiano newyorkese il tentativo di fomentare la rivolta è stato efficace soprattutto nella provincia di Herat, lungo il confine con l'Iran. La repubblica islamica dal canto suo ha negato qualsiasi implicazione nel tentativo di infiammare la popolazione, ma per i funzionari Usa si è trattato di parte del piano di intensificazione dell'ingerenza iraniana in Medio Oriente e Asia meridionale, che prevede politiche di sensibilizzazione oltre alla spedizione di armi ai ribelli in Yemen e al governo del presidente Bashar al Assad in Siria.

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