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Usa: la finanziaria di Obama, ora ricchi paghino di più

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 febbraio 2012 - 20:49
(Keystone-ATS)

Più tasse sui ricchi per aumentare il sostegno alle famiglie della middle-class e agli studenti costretti a pagare rette sempre più alte; tagli alle agevolazioni delle compagnie petrolifere per investire nell'energia pulita; stop ai benefici per fondi di investimento e fondi immobiliari; piano di sviluppo delle grandi opere per dare una scossa all'occupazione.

Qualcuno la chiama "finanziaria elettorale", scritta pensando solo alla rielezione. Il presiedente Usa, Barack Obama, la definisce una finanziaria per gettare le basi di una nuova America, dove per tutti valgano le stesse regole e ognuno sia chiamato a contribuire "nella misura giusta". Una finanziaria per risvegliare quell' 'American dream', quel sogno americano, "da troppo tempo assopito".

L'obiettivo indicato nella nuova legge di bilancio - presentata oggi al Congresso - è molto ambizioso: un taglio di 3.800 miliardi di dollari della spesa pubblica in dieci anni, ma solo in minima parte destinato al risanamento delle finanze pubbliche. Non verrà centrato infatti il dimezzamento del deficit entro il 2013 e il debito pubblico continuerà a salire toccando un picco del 108,2% nel 2015. Ma la priorità per Obama in questo momento è un'altra: la ripresa della crescita e dell'occupazione.

"L'economia si sta riprendendo, la ripresa sta prendendo velocità, i posti di lavoro aumentano", assicura il presidente, sottolineando soprattutto come la disoccupazione sia calata all'8,3%. "E se il Congresso varerà questa finanziaria senza drammi - ha detto - avremo molte più risorse per investire nella scuola, nell'università, nella sanità, nelle opere pubbliche, nell'energia pulita. E questo è molto più importante che tagliare le tasse ai super-ricchi".

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