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USA: morta Adrienne Rich, una delle voci del femminismo

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2012 - 10:21
(Keystone-ATS)

La scrittrice statunitense Adrienne Rich, una delle grandi voci della poesia moderna americana, militante femminista e pacifista, lesbica dichiarata, è morta nella sua casa di Santa Cruz, in California, all'età di 82 anni.

L'annuncio della scomparsa è stato pubblicato dal "New York Times", precisando che il decesso è legato ad una complicazione dell'artrite reumatoide di cui Rich soffriva da un trentennio. Nata a Baltimora il 16 maggio 1929, Rich dal 1999 viveva a Santa Cruz con la compagna Michelle Cliff, a sua volta romanziera, poetessa e accademica.

Dagli esordi nei primissimi anni Cinquanta ad oggi, il percorso personale e intellettuale di Rich ha avuto almeno due tappe fondamentali: il femminismo (anche quello più radicale) e l'omosessualità. Dopo un matrimonio durato più di vent'anni con Alfred Conrad, noto economista, e la nascita di tre figli, la poetessa prese coscienza negli anni Settanta della sua nuova identità sessuale.

Da allora, tra durissime prese di posizione nei confronti dei vari governi americani (compreso quello di Bill Clinton) e tutta una serie di proteste clamorose come ad esempio il suo rifiuto categorico ad accettare la prestigiosa National Medal of Arts, Rich è stata un'influente intellettuale femminista.

Nel 1976 si dichiarò pubblicamente lesbica, lo stesso anno che pubblicò "Nato di donna" (tradotto in italiano da Garzanti), primo libro interamente dedicato al tema della maternità dal punto di vista femminista. Nella gravidanza, nel parto, nell'allattamento, nell'educazione, nelle proiezioni mitiche e letterarie, "Nato di donna", mostra le vicende storiche e psichiche della maternità diventare codice, istituto e gravame.

Dopo essersi laureata nel 1951 al Radcliffe College, Adrienne Rich vinse il premio Yale Series of Younger Poets per autori emergenti, che le consentì di pubblicare il suo primo libro, "A Change of the World", con l'introduzione di W. H. Auden che presiedeva la giuria del riconoscimento. Sposato nel 1953 l'economista Alfred Conrad, due anni dopo pubblicò il suo secondo libro, "The Diamond Cutters".

Ma è solo con il terzo libro, "Snapshots of a Daughter-in-Law" del 1963 che venne riconosciuta come una delle scrittrici più importanti a livello nazionale per la sua voce poetica e per i temi femministi dei suoi testi.

Con i tre figli, Rich e Conrad si trasferirono nel 1966 a New York dove vennero a contatto con l'attivismo sociopolitico del periodo. I suoi libri di quegli anni ("Necessities of Life", 1966; "Leaflets", 1969; "Will to Change", 1971) riflettono i fermenti culturali di un'epoca in forte cambiamento. Nel 1969 Rich lasciò il marito e divenne attivista dei movimenti di liberazione femminista.

Nel 1974 il volume "Diving Into the Wreck" ottenne il National Book Award for Poetry, prestigioso premio statunitense per la poesia, che Rich rifiutò però di ritirare a titolo personale e accettandolo solo insieme ad altre due poetesse, "a nome di tutte le donne che restano in silenzio".

Le posizioni radicali femministe di Adrienne Rich si consolidarono quando si dichiarò lesbica nel 1976, anno che vide la pubblicazione del controverso e innovativo volume "Nato di donna" a cui fece seguito l'anno seguente "Twenty-One Love Poems", poi incluso in "Dream of a Common Language" del 1978. È di questo periodo il più importante e influente contributo da saggista di Adrienne Rich, "Compulsory Heterosexuality and Lesbian Existence".

Nel 1997 ha rifiutato la National Medal of Arts affermando che non poteve accettare un premio della presidenza Clinton in quanto "l'arte, per come la concepisco io, è incompatibile con la politica cinica di questa amministrazione". Nello stesso discorso la poetessa affermava che "l'arte non significa nulla se serve semplicemente ad abbellire la tavola del potere che la tiene in ostaggio".

Nel febbraio del 2003 Adrienne Rich e altri poeti, per protestare contro la guerra in Iraq, hanno rifiutato di partecipare a una conferenza alla Casa Bianca sul tema "Poetry and the American Voice".

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