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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha posto nuovi limiti a tutela dei condannati a morte considerati disabili mentali. In particolare, con una sentenza approvata a stretta maggioranza, 5 contro 4, il 'Club dei Nove' ha abrogato le leggi in vigore in Florida, Kentucky e Virginia, secondo cui un detenuto che avesse ottenuto un quoziente d'intelligenza superiore a 70 punti, automaticamente non poteva dimostrare di essere disabile mentale, e quindi era destinato al boia.

Ai quattro giudici 'progressisti' s'è unito Anthony Kennedy, decidendo che imporre per legge, come unico criterio per stabilire le condizioni di un condannato a morte, il cosiddetto IQ-test è "incostituzionale" perché "crudele".

"La pena di morte è la sanzione più grave che la nostra società può imporre", ha scritto Kennedy. "Le persone che affrontano la pena capitale devono avere l'opportunità di dimostrare che la Costituzione proibisce la loro esecuzione.

Leggi come quella della Florida sono in contrasto con l'impegno della nostra Nazione a favore della dignità e il dovere di insegnare la decenza umana come il segno di un mondo civile". Assieme a Kennedy, hanno votato contro queste leggi Ruth Bader Ginsburg, Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.

SDA-ATS