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È appena uscito ed è già controverso: un nuovo studio, frutto della revisione di 63 precedenti ricerche sul tema, ha concluso che le persone di qualsiasi fede religiosa sono meno intelligenti degli atei.

Condotta alla Rochester university sotto la guida di Miron Zuckerman, l'ultima indagine ha individuato "una tangibile associazione negativa tra intelligenza e religiosità in 53 dei 63 rapporti esaminati".

Tra gli studi usati nell'analisi di Zuckerman, uno in particolare ha seguito per decenni, a partire dal 1921 la vita di 1'500 bambini di intelligenza superiore alla norma, con un quoziente intellettivo pari a 135 e più.

L'aderenza ad un qualche tipo di credo e fede religiosa tra questi bambini è risultata inferiore alla popolazione generale sia da piccoli che in età avanzata, tra i 75 ed i 91 anni.

Secondo la nuova ricerca pubblicata sulla rivista "Personality and Social Psychology review", le persone intelligenti raggiungono più successo sia in carriera che nella vita privata, risultano sposate più a lungo e capaci di creare una vita stabile. "Gli intelligenti - si legge - studiano più a lungo hanno lavori di alto livello, più soldi e più alta autostima. Sono persone che possiedono per conto loro le funzioni fornite dalle religioni e quindi hanno più probabilità di adottare l'ateismo".

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SDA-ATS