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Usa: pressione Trump su Australia per screditare Mueller

Donald Trump KEYSTONE/AP/EVAN VUCCI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2019 - 08:00
(Keystone-ATS)

Donald Trump ha fatto pressione sul premier australiano Scott Morrison in una conversazione telefonica affinché aiutasse il ministro della Giustizia William Barr a raccogliere informazioni per screditare l'ex procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller.

Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali la Casa Bianca ha limitato l'accesso alla trascrizione delle telefonata a un numero ristretto di consiglieri del presidente americano.

"La decisione" della Casa Bianca di limitare l'accesso alla trascrizione delle telefonata fra Trump e Morrison "è simile" a quella della conversazione telefonica fra Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky, ora al centro dell'indagine per un possibile impeachment del presidente americano, riporta il New York Times. La telefonata con Morrison mostra come Trump ha considerato il "ministro della giustizia come un partner essenziale" per raggiungere il "suo obiettivo di mostrare come l'indagine di Mueller era corrotta".

Secondo alcune fonti, Trump avrebbe chiesto a Morrison l'aiuto dell'Australia nell'indagine del Dipartimento di Giustizia sul Russiagate. "Barr ha chiesto a Trump di parlare con Morrison" riporta il New York Times, osservando come il tycoon ha praticamente chiesto al governo australiano di indagare su se stesso.

L'inchiesta dell'Fbi sulle interferenze della Russia sulle elezioni del 2016 è infatti iniziata dopo che alcuni funzionari australiani hanno riferito che Mosca aveva aperto alla campagna di Trump per la pubblicazione di informazioni dannose su Hillary Clinton. I funzionari australiani avevano condiviso l'informazione con l'Fbi dopo aver incontrato a Londra nel maggio del 2016 George Papadopoulos, l'ex della campagna di Trump. Proprio Papadopolous ha riferito agli australiani che la Russia aveva informazioni su Hillary Clinton.

Papadopoulos aveva riferito che la Russia aveva migliaia di scambi di email fra Clinton e l'accademico Joseph Mifsud. L'ultima volta che è stato avvistato Misfud lavorava come professore a Roma. "Barr è volato in Italia la scorsa settimana e ha incontrato alcuni funzionari del governo italiano venerdì. Il Dipartimento di Giustizia - riporta il New York Times - non precisa se l'indagine sia stata al centro degli incontri, anche se funzionari del Dipartimento affermano che Barr ha bisogno di chiedere la cooperazione di Paesi stranieri per ottenere documenti riguardanti le elezioni del 2016".

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