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USA: processo Weil, la parola all'accusa

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2014 - 20:04
(Keystone-ATS)

Nel processo contro l'ex numero tre di UBS Raoul Weil in corso a Fort Lauderdale, in Florida, l'accusa ha cercato di guadagnare terreno dopo che il testimone Hansruedi Schumacher era stato sentito a lungo dalla difesa.

Il Pubblico ministero Jason Poole ha criticato l'interrogatorio svolto nei confronti del suo testimone, sottolineando che "l'inglese non è la sua lingua madre". Inoltre, Schumacher - fino al 2002 responsabile della gestione patrimoniale nel Nordamerica - ha dovuto spiegare molte cose facendo ricorso alla sua memoria, fatto che spiega alcune imprecisioni. Piuttosto, è la difesa "a girare sistematicamente i fatti", ha detto Poole.

L'accusa è inoltre pronta a cercare ulteriori prove scritte, in modo da sostenere le dichiarazioni del teste. Questa idea è stata però contestata in modo veemente dalla difesa: "non è un gioco", ha tuonato l'avvocato Matthew Menchel.

Weil è accusato di cospirazione a scopo di truffa nei confronti degli Stati Uniti e complicità in delitti fiscali. Il processo davanti alla corte federale distrettuale di Fort Lauderdale dovrebbe durare tre-quattro settimane. L'imputato, che si dichiara innocente, rischia fino a cinque anni di carcere.

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