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Usa: processo Weil, testimone chiave mette in difficoltà banchiere

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2014 - 21:35
(Keystone-ATS)

Raoul Weil metteva il profitto davanti alla legge: è quanto ha sostenuto Martin Liechti, testimone chiave dell'accusa nel processo, a Fort Lauderdale (Florida), nei confronti dell'ex numero tre di UBS. Weil - ha aggiunto - ha voluto mantenere ad ogni costo clienti americani e il loro denaro non dichiarato. Ha ignorato i rischi per la banca e i consulenti bancari.

Il processo è entrato nel vivo oggi con Martin Liechti al banco dei testimoni. Leichti è stato un tempo responsabile UBS della gestione patrimoniale nelle Americhe e direttamente subordinato a Weil negli anni dal 2002 al 2008 fino al suo arresto a Miami.

La difesa è intervenuta più volte contro le accuse di Liechti. Il procuratore Mark Daly si è spesso sbagliato chiamando il testimone "Signor Weil", ciò che ha portato l'avvocato difensore di Weil, Matthew Menchel, a intervenire più volte con "obiezione!".

Liechti è un testimone chiave in quanto non vi è nessuno altro che prima di lui abbia lavorato insieme a Weil in modo così stretto e così a lungo. "Ci incontravamo ogni due settimane per discussioni bilaterali", ha ricordato Liechti.

Dal 2002, quando Weil divenne il suo superiore, la prassi divenne: parlare personalmente dei problemi invece di scrivere mail. "Al massimo facevamo note manoscritte". Questa pratica potrebbe spiegare il fatto che l'accusa non ha potuto presentare alcuna mail.

Quando Hansruedi Schumacher responsabile della gestione patrimoniale di UBS nel Nordamerica ha lasciato il numero uno bancario nel 2002 e ha creato con altri la Neue Zürcher Bank (NZB), "Raoul Weil era fuori di sé", ha dichiarato Leichti. "Ha voluto che ci battessimo per mantenere ogni buon cliente presso UBS". Diverse misure sono state allora adottate, in particolare la visita di Weil e di Liechti presso clienti importanti negli Stati Uniti.

Per Weil il tema era chiaramente così rilevante che nel 2002 volò personalmente negli Usa per incontrare clienti. Questo era stato dichiarato il giorno prima anche da Renzo Gadola, un altro ex banchiere di UBS, che ha ricordato l'incontro con tre clienti a Miami dove Weil era presente.

Liechti ha inoltre testimoniato che Weil era costantemente informato di ogni affare illegale con clienti americani e i corrispondenti rischi incorsi. Non solo: Weil ha frenato, quando Liechti voleva organizzare le attività "pulite" negli Usa in una nuova divisione che rispettasse le leggi americane e chiudere quelle "sporche".

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