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NEW YORK - È come una calcolatrice, solo che calcola le emissioni di gas serra, il sistema realizzato da alcuni ricercatori americani per aiutare gli agricoltori a prendere decisioni economicamente ed ambientalmente corrette, come spiega uno studio pubblicato sul 'Journal of Natural Resources and Life Science Education'.
Il suo funzionamento è semplice. Si chiede all'utente di scegliere una fattoria o una contea di suo interesse ovunque negli Stati Uniti. Una finestra gli permette di scegliere quali coltivazioni far crescere, a quali dare la precedenza, le pratiche di coltivazione e i tassi di fertilizzanti all'azoto. In base alle pratiche agricole scelte il calcolatore dice all'utente quanto carbonio è stato immagazzinato nel suolo o perso nell'atmosfera, quanto protossido di azoto (gas dall'effetto serra 300 volte più potente dell'anidride carbonica) è stato disperso dal suolo in risposta all'uso di fertilizzante, quanta C02 è stata prodotta dai trattori e nel realizzare i fertilizzanti.
I ricercatori hanno usato il calcolatore per confrontare l'agricoltura convenzionale con quella sostenibile basata sui principi della "non lavorazione" e del non dissodamento con la rotazione triennale di granturco, soia e frumento. Dissodata o no, la terra coltivata a granturco è quella con la maggior perdita di gas serra per il largo uso di fertilizzanti. Il frumento ne richiede meno, mentre la soia nessuno.
La gestione dei campi non rivoltati riduce le emissioni di gas serra ben del 50% per l'immagazzinamento del carbonio nel terreno. E anche la quantità di fertilizzante si riduce da 134 a 101 kg. Un eccesso di azoto nel suolo è prontamente trasformato in protossido di azoto, ma semplicemente riducendo le applicazioni di fertilizzante, si riducono le emissioni di gas serra del 12%.

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SDA-ATS