Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Un'offesa razzista nei confronti del presidente americano Barack Obama è costata le dimissioni a uno sceriffo della polizia. L'episodio è avvenuto in una piccola cittadina del New Hampshire, ma ha scatenato l'indignazione generale in tutto il Paese.

Galeotta fu la 'N-word' (come dicono negli Stati Uniti riferendosi alla parola 'nigger', negro) che Robert Copeland, 82 anni, capo della polizia di Wolfboro, ha pronunciato durante una cena in un ristorante parlando del presidente Obama. Fatto che è stato denunciato da alcune persone presenti e che il diretto interessato non ha smentito, dicendo anzi di non volersi scusare.

Ma da quel momento è stato un crescendo di pressioni sull'uomo da parte di molti politici di Washington e di tantissimi residenti della cittadina teatro della vicenda. E a questi ultimi si è unito anche l'ex candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney - di casa in New Hampshire - che ha telefonato personalmente all'ufficiale di polizia chiedendogli di scusarsi e di dimettersi immediatamente per quello che ha definito "un vile epiteto". "Un commissario così non può avere posto nella nostra comunità", ha detto Romney.

Alla fine l'anziano sceriffo ha ceduto e ha annunciato l'abbandono del suo incarico. Nessun commento dalla Casa Bianca.

SDA-ATS