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Va avanti da oltre 14 ore la drammatica vicenda che vede un bimbo di sei anni ostaggio di un 67enne in un bunker sotterraneo che l'uomo ha costruito negli ultimi 2 anni. Ieri, poco dopo le 15.00 (le 22.00 in Svizzera), Jimmy Lee Dykes - questo il nome dell'uomo secondo la stampa locale - è salito su uno scuolabus a Midland City, nel sud dell'Alabama. "Mi servono due bambini di 6 e 8 anni", avrebbe gridato all'autista, secondo quanto raccontato dai ragazzini che sono riusciti a scendere dal mezzo. Di fronte al "no" sorpreso del conducente, Dykes gli ha sparato quattro colpi di arma da fuoco, uccidendolo.

I piccoli fatti scendere dal bus si sono riparati in una chiesa locale, terrorizzati e con le lacrime agli occhi. Dykes ne ha tenuto uno con sé, e lo ha portato nel suo "bunker", un rifugio costruito sotto oltre un metro di sabbia a pochi passi dalla sua abitazione.

Si "mimetizza al punto che non lo si noterebbe senza sapere che esiste", racconta un vicino del rapitore. L'uomo ha costruito da solo il bunker: "è la cosa più pazzesca, scavava in piena notte per creare il suo rifugio".

Dykes era stato arrestato il 22 dicembre per aver minacciato un vicino e la figlia con una pistola: li accusava di aver sconfinato nella sua proprietà guidando un'auto. Rilasciato, proprio oggi doveva comparire in tribunale, riferisce ancora la stampa dell'Alabama.

Ora il bunker è circondato dagli agenti, sul campo anche un team Swat e uno di artificieri: si teme che Dykes possa avere con sé degli esplosivi, e per via precauzionale tutta la zona è stata evacuata. Gli specialisti sono riusciti a stabilire un contatto, e un negoziatore sta tentando di ottenere la liberazione del piccolo ostaggio.

A Midland City sta per sorgere il sole, la comunità locale scioccata spera che la vicenda si risolva nel migliore dei modi.

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SDA-ATS