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Ancora una sparatoria negli Stati Uniti. Ancora in un college. Stavolta è accaduto in Texas - uno degli Stati più permissivi sul fronte del possesso delle armi da fuoco - dove, a seguito di un litigio, due studenti del Lone Star College, a mezzora di macchina da Houston, si sono sparati a vicenda, lasciando a terra almeno due feriti tra le persone che affollavano l'area tra la biblioteca e la caffetteria.

Ferito anche uno dei due ragazzi armati, fermato dalla polizia. Sulle condizioni delle vittime non si hanno molte notizie, anche se testimoni raccontano che sono arrivate in ospedale in stato di coscienza. Una quarta persona - riferisce la stampa locale - sarebbe rimasta vittima di un attacco cardiaco a causa dello spavento.

Le ricostruzioni sull'accaduto sono ancora frammentarie. Tutto è avvenuto in mattinata, in una pausa delle lezioni. Alcuni studenti hanno udito diversi colpi di pistola, da cinque a sei, e gli investigatori affermano che uno dei due ragazzi coinvolti avrebbe svuotato il caricatore della propria arma. Il piano di emergenza è immediatamente scattato e il campus, una volta circondato dalla polizia, è stato evacuato. All'interno vi erano migliaia di studenti: i testimoni parlano di scene di panico, e in tanti si sono nascosti dove hanno potuto, molti all'interno della caffetteria.

L'ennesimo episodio di violenza arriva nel momento in cui l'amministrazione Obama sembra determinata a dare il via a un decisivo giro di vite sulla diffusione di pistole e fucili, anche tra i giovani, attirandosi le ire della potente lobby delle armi.

Proprio il governatore del Texas, giorni fa, aveva provocatoriamente promesso agevolazioni fiscali ai cittadini newyorkesi che decidessero di venire a vivere nello Stato del Sud, per sfuggire alla stretta sulle armi già varata dal governatore di New York, Mario Cuomo.

Intanto il sito Groupon, leader nel settore degli sconti online, ha deciso di bloccare tutti gli annunci relativi alla vendita di armi da fuoco, in attesa che si chiarisca la strada che verrà imboccata da Washington. Anche qui la reazione irritata della lobby non si è fatta attendere, con la minaccia di un boicottaggio del famoso sito.

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SDA-ATS