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Una persona aggressiva e che perdeva facilmente le staffe sul lavoro. È il ritratto di Vester Lee Flanagan, l'uomo che ieri in Virginia ha ucciso in diretta una giornalista e il suo cameraman.

Comportamenti aggressivi al punto tale che gli fu chiesto di sottoporsi ad una visita medica, pena il licenziamento. I dettagli emergono da una serie di note ottenute dal quotidiano inglese The Guardian e che risalgono al 2012, quando Flanagan, 41 anni, conosciuto come Bryce Williams, lavorava presso l'emittente WDBJ7, la stessa di Alison Parker e Adam Ward. Le note furono scritte, solo due mesi dopo la sua l'assunzione, da Dan Dennison, all'epoca direttore dell'emittente, e indirizzate sia allo stesso Flanagan sia in copia ad alcuni colleghi. Inizialmente una sorta di avvertimento informale poi diventato un richiamo vero e proprio.

Secondo quanto si legge, Flanagan, morto suicida dopo essere stato braccato dalla polizia, era stato ripreso il 31 maggio del 2012 per aver fatto sentire i suoi colleghi "minacciati" e "turbati", dopo che in due occasioni aveva perso il controllo di sé. Un paio di mesi dopo gli viene detto di rivolgersi a degli esperti per tenere sotto controllo le sue continue manifestazioni di rabbia nei confronti dei colleghi. "In nessuna circostanza - si legge nella nota - hai diritto di usare un linguaggio duro o mostrare atteggiamenti aggressivi nei confronti delle persone. Devi regolarti oppure sarai licenziato". Il risultato fu che nel febbraio del 2013 Flanagan fu licenziato. Alla notizia, dopo l'ennesima sfuriata, fu scortato fuori dall'emittente dalla polizia.

Inoltre la parentesi nell'emittente della Virginia ha un precedente in Florida. Secondo quanto scrive Time Magazine, Flanagan fu licenziato da un'altra emittente locale nel 2000 per il suo 'comportamento bizzarro'. Una ex collega lo ha descritto inoltre come una persona che non è mai stata in grado di far parte di una squadra.

A detta di Flanagan, ancora, il suo gesto si spiega anche con i presunti commenti razzisti dei suoi colleghi. "Abbiamo fatto le nostre indagini - ha spiegato Dennison in un'intervista - ma non abbiamo trovato nulla che potesse corroborare le sue affermazioni". Tuttavia non è da escludere che la rabbia contro i bianchi sia degenerata nella follia di ieri, almeno secondo il contenuto della lettera di 23 pagine mandata a Abc News dopo la sparatoria, e nella quale l'uomo dice di sentirsi in pena tra le altre cose per il recente massacro nella chiesa di Charleston dove sono state uccise nove persone di colore.

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SDA-ATS