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La Banca nazionale svizzera (BNS) nel mirino del tesoro USA.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La Svizzera continua a far parte dell'elenco di stati sotto osservazione del Dipartimento americano del Tesoro per possibili manipolazioni dei corsi di cambio.

Assieme alla Confederazione, nel mirino per le operazioni della Banca nazionale (BNS), vi sono anche Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Germania.

Per questi paesi il Tesoro americano arriva alla conclusione che non si può ancora parlare di manipolatori del corso delle divise, pur sussistendo indizi al riguardo. Per ottenere lo status di "manipolatore" devono infatti essere adempiuti tre criteri: la Svizzera soddisfa due requisiti, vale a dire un eccesso nel conto delle partite correnti e interventi sul mercato delle divise, mentre manca il terzo, quello di un avanzo dell'export negli Usa sufficientemente vasto.

Il Tesoro americano invita fra l'altro la BNS a essere più trasparente, pubblicando tutti i dati dei suoi interventi sul mercato delle divise. Ma la banca centrale già lo scorso ottobre, quando la Svizzera era stata inserita nell'elenco, aveva risposto di averlo fatto: è tutto inserito nel rapporto annuale. Inoltre la banca rende note a scadenza settimanale le statistiche sugli averi a vista.

Il rapporto del Tesoro, che viene diffuso a ritmo semestrale, non ha un effetto diretto, ma serve come base al governo americano per orientale la sua politica commerciale internazionale e può costituire un avvertimento riguardo a possibili sanzioni.

SDA-ATS

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