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USA: tempesta Lee su Lousiana, Mississippi e Alabama

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 settembre 2011 - 12:51
(Keystone-ATS)

Lentamente, alla velocità di sei o sette km l'ora, la tempesta tropicale Lee è arrivata sulla costa meridionale degli Stati Uniti spazzando con pesanti piogge il sud del Mississippi, dell'Alabama e della Lousiana, dove già decine di migliaia di abitazioni sono rimaste senza energia elettrica.

Il governatore dello Stato, Bobby Jindal, ha ammonito che i meteorologi hanno diffuso un allerta per il maltempo e per la possibilità di tornado in varie parti della Lousiana e ha esortato la popolazione ad adottare "estrema cautela" in ogni spostamento. Nel sud, ha aggiunto, già ci sono strade allagate.

Nelle prossime ore e giorni sono previsti fino a 50 centimetri di pioggia in varie zone degli stati meridionali. L'allarme tornado riguarda non solo la Louisiana, ma anche il Mississippi, l'Alabama e la parte occidentale della Florida.

L'attenzione è però particolarmente alta a New Orleans, di cui buona parte sorge sotto il livello del mare e dove la tempesta Lee rappresenta una sorta di test per gli argini ricostruiti dopo l'uragano Katrina, che nel 2005 devastò la città e l'intero Stato, causando oltre 1500 morti e oltre 80 miliardi di dollari di danni. "La tempesta si muove molto lentamente", ha detto preoccupato il sindaco della città, Mitch Landrieu, "dobbiamo state molto attenti". Le piogge, ha detto, andranno avanti per diversi giorni, e quindi, ha aggiunto, dobbiamo prepararci per il peggio, sperando per il meglio".

Le stesse parole usate da diverse autorità degli Stati della costa est alla vigilia dell'arrivo la settimana scorsa dell'uragano Irene, che tra la Carolina del Nord e il Maine ha causato la morte di una quarantina di persone, danni per miliardi di dollari e ha lasciato milioni di abitazioni senza elettricità.

Lee è però al momento solo una tempesta tropicale, la 12/ma della stagione atlantica, con venti che raggiungono gli 80 km l'ora e che, anche se nelle ultime ore sembra si vada rafforzando, entro lunedì dovrebbe aver perso gran parte della sua potenza.

Fino ad ora i danni maggiori li ha arrecati all'industria petrolifera nel Golfo del Messico, dove la produzione di greggio è stata ridotta del 60 per cento circa e quella di gas del 55, dopo che per motivi di sicurezza buona parte del personale su diverse piattaforme offshore è stato evacuato.

Rimante intanto incerto il percorso dell'uragano Katia, che si muove nell'oceano Atlantico e ancora non è chiaro se arriverà fino alle coste degli Stati Uniti. La buona notizia è che nelle ultime ore ha perso di potenza ed è stato, almeno per il momento, declassato a tempesta tropicale.

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