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USA: Trump contro tutti sulla Siria, "stavolta decido io"

Il presidente americano Donald Trump. KEYSTONE/EPA/MICHAEL REYNOLDS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 ottobre 2019 - 20:00
(Keystone-ATS)

È domenica sera alla Casa Bianca, quando il presidente americano Donald Trump spiazza tutti sulla Siria, sbottando: "Basta, che adesso se la vedano tra di loro! È ora di andarcene, e stavolta non torno indietro!".

Si tratta di una mossa che sembrava definitivamente accantonata, vista la nota contrarietà del Pentagono, del Dipartimento di Stato e dei vertici militari: il ritiro delle truppe dal nord della Siria lasciando le forze alleate curde, fondamentali per la lotta al'Isis, abbandonate a sé stesse e in balia della Turchia pronta all'offensiva.

Qualcuno prova invano a farlo ragionare, ma col risultato di irrigidire ancora di più il tycoon che non vuole sentire ragioni. E che, nel pieno della bufera per l'indagine che potrebbe portare al suo impeachment, vuole dare un segnale concreto allo zoccolo duro del suo elettorato, mantenendo una delle promesse simbolo della sua campagna elettorale: via gli Usa da "guerre ridicole", senza fine, e per di più costose.

Trump ha preso la sua decisione praticamente da solo, dopo una lunga telefonata con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che gli aveva comunicato come l'attacco alle forze curde, considerate covo di terroristi da Ankara, potrebbe essere imminente.

Proprio il Pentagono però, a dimostrazione dello scontro interno all'amministrazione, decide di diffondere a sua volta una nota in cui spiega che gli Usa non sostengono un intervento della Turchia in Siria. E lo stesso tycoon, cercando di correggere il tiro ma alimentando ancor di più la confusione, su Twitter minaccia di "distruggere e annientare" l'economia turca se Ankara farà qualcosa a suo parere "off limits".

Ma nel partito repubblicano, finora arroccato nella difesa del presidente sul fronte dell'impeachment, in queste ore tutti parlano di "un grande errore dalle conseguenze catastrofiche".

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