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La giovane indiana di 26 anni che il 5 dicembre 2014 subì uno stupro a New Delhi in un taxi della rete Uber ha a sorpresa ritirato la denuncia per danni morali e materiali presentata al tribunale di San Francisco, negli Stati Uniti.

Secondo i media tale iniziativa suggerisce il raggiungimento di un accordo extragiudiziale. Il quotidiano The Times of India scrive oggi che la donna, di cui non si conosce l'identità ma che nei documenti appare come Jane Doe, ha presentato martedì una comunicazione in questo senso alla Corte distrettuale della Northern California.

Nella causa aperta negli Stati Uniti contro Uber Technologies Inc., la donna aveva chiesto una non specificata quantità di denaro per "i pregiudizi fisici e finanziari' sofferti e per i danni causati alla sua "reputazione personale e professionale" dall'aggressione subita da parte dell'autista di Uber, Shiv Kumar Yadav.

L'avvocato americano della donna, Douglas Wigdor, non ha voluto commentare la decisione, rinviando l'interpretazione alla lettura dei documenti della Corte. Lo sviluppo della vicenda negli Usa non avrà però riflessi sul processo per stupro aperto in India contro Yadav.

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SDA-ATS