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NEW YORK - Tutti d'accordo: la ripresa economica americana sta rallentando e il tasso di disoccupazione non scenderà sotto il 9% almeno fino a giugno 2011, con circa 136.000 posti di lavoro al mese creati nel prossimo anno.
Ma su un eventuale aiuto all'economia da parte della politica gli economisti sono divisi, anche se la maggiore parte ritiene che non ci sia bisogno di nuove spinte né fiscali né monetarie. È quanto emerge da un sondaggio del "Wall Street Journal", che evidenzia un maggiore pessimismo da parte dei 53 economisti interpellati, 30 dei quali valutano non necessari nuovi stimoli, a fronte di sei che ritengono necessari aiuti fiscali e altri cinque che propendono per un mix di aiuti fiscale e monetario.
I maggiori rischi che corre l'economia - rileva il sondaggio - sono: "Troppi pochi posti di lavoro, troppo poco reddito e troppe poche spese dei consumatori". Inflazione, deflazione e tagli da parte dei governi statali e locali ottengono - afferma il "Wall Street Journal" - circa due risposte a testa. Il sondaggio è stato condotto prima della riunione della Fed, che ha annunciato che investirà i proventi derivanti dai titoli legati in mutui in portafoglio nell'acquisto di titoli di Stato. Nonostante i persistenti timori sull'andamento del deficit, oltre la metà degli economisti interpellati ritiene che gli Stati Uniti non adotteranno l'Iva nei prossimi dieci anni. "La pressione politica contro l'imposta è troppo forte", osserva David Wyss di Standard & Poor's.

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SDA-ATS