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"Quest'arma è un pezzo di storia d'America": George Zimmerman, l'uomo che nel febbraio 2012 in Florida sparò e uccise un giovane nero disarmato ha deciso di mettere all'asta la pistola che pose fine alla vita di un diciassettenne indifeso.

Tanta la rabbia e l'indignazione esplose sui social media che alla fine l'annuncio - definito "disgustoso e ripugnante" su Facebook e Twitter - è stato ritirato. La vittima di questa triste vicenda si chiamava Trayvon Martin. In mano aveva solo un pacchetto di caramelle. Ma Zimmerman, dopo un lungo processo che tenne col fiato sospeso un intero Paese, fu assolto.

Nel frattempo Trayvon è diventato il simbolo di 'Black Lives Matter', il movimento che si batte contro discriminazioni e violenze nei confronti degli afroamericani, soprattutto da parte della polizia. L'annuncio sul sito 'gunbroker.com' ha riaperto una ferita dolorosissima, mai rimarginata.

Accanto alla foto della Kel-Tec Pf-9 semiautomatica recuperata dai depositi del Dipartimento di giustizia, Zimmerman scriveva: "Sono onorato di annunciare la vendita di un'arma da fuoco americana diventata un'icona. Quella usata per difendere la mia vita e porre fine alla brutale aggressione di Trayvon Martin". Prezzo iniziale 5.000 dollari.

"Non abbiamo parole", ha reagito la famiglia del diciassettenne ucciso. "Non commentiamo le azioni della persona che ha assassinato nostro figlio", si è limitato a dire in un comunicato il padre di Trayvon, tra frustrazione e incredulità. Intanto Zimmerman si era difeso dalle critiche a modo suo: "Sono una americano libero e con le cose di mia proprietà posso fare ciò che voglio".

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SDA-ATS