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Con gli occhi sul palco del Tampa Bay Times Forum, ma con la testa a New Orleans. Là, nella capitale della Louisiana, dove tra qualche ora Isaac potrebbe ripetere il disastro di Katrina 2 e ricordare al Paese uno dei più grandi insuccessi del predecessore di Barack Obama, il controverso George W. Bush. Parte con questi sentimenti contrastanti la kermesse repubblicana che già oggi incoronerà Mitt Romney candidato del Grand Old Party alla Casa Bianca.

La convention doveva essere una festa, ma oggi prevale l'ansia. Sarà complicato attirare l'attenzione sui programmi della destra per il Paese, attaccare il Presidente, mentre un poco più a nord si cerca di sopravvivere alla furia della pioggia e dei venti. Ma soprattutto, quello che preoccupa di più i vertici del partito è il rischio di subire una sorta di 'maledizione Bush'.

George W, assieme ai suoi uomini più rappresentativi, è il grande assente di questa Convention. Da anni ormai gli strateghi repubblicani lo hanno isolato. E lui ha accettato di buon grado questo silenzioso ostracismo politico. Ma con l'arrivo di una tempesta che alcuni ribattezzano 'Katrina 2', sarà inevitabile per il pubblico americano ripensare a una delle immagini più drammatiche della presidenza Bush, quando il presidente si scorgeva dal finestrino dell'aereo per vedere i morti galleggiare sull'area alluvionata. Un simbolo della sua impotenza, e della sua incapacità di essere utile al Paese. E forse proprio da lì partì il suo declino, che alla fine trascinò anche John McCain verso la sconfitta del 2008.

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SDA-ATS