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Nel giorno della nomination di Mitt Romney alla Convention repubblicana di Tampa, parte la controffensiva del presidente americano, Barack Obama, che in due giorni toccherà ben tre Stati-chiave per l'esito delle prossime elezioni: Iowa, Colorado e Virginia.

E proprio da Ames, in Iowa, lo Stato dove nel 2008 partì la sua corsa trionfale per la Casa Bianca, Obama parla a una platea di 6.000 studenti invitandoli a "credere". Credere nel futuro, credere nelle sue politiche. E a non scoraggiarsi di fronte alle proposte dei repubblicani che - a suo dire - riporterebbero il Paese indietro: non solo non aiutandolo ad uscire dalla crisi, ma portandolo sui posizioni più estremiste anche sulle più delicate questioni sociali.

L'affondo di Obama - che la prossima settimana accetterà a sua volta la nomination dalla Convention democratica a Charlotte, in North Carolina - rompe ogni protocollo col passato, quando durante una convention difficilmente un presidente partecipava a 'controeventi' di natura elettorale. Una tradizione di cortesia - spiegano i media americani - che stavolta non poteva essere rispettata vista la posta in gioco.

Obama e Romney, a poco più di due mesi dal voto del 6 novembre, sono testa a testa nei sondaggi. E nessuno dei due si può permettere di mollare anche solo per un giorno, lasciando all'avversario la scena.

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SDA-ATS