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Usa 2012: ira Obama contro Ryan, da lui solo bugie

L'ira di Barack Obama si abbatte su Paul Ryan: da lui solo bugie contro di me. A reagire sono i responsabili della campagna elettorale del presidente, che bollano come "false" le accuse rivolte alla Casa Bianca dal candidato repubblicano alla vicepresidenza, nel suo intervento alla Convention di Tampa.

Il giovane scelto da Mitt Romney per fare da ticket in caso di vittoria alle presidenziali viene definito dai democratici "bugiardo e fuorviante". Non c'è un modo più delicato per definire l'intervento di Ryan", affermano i vertici della macchina elettorale obamiana. "Paul Ryan - attaccano - ieri sera ha mentito ripetutamente, coscientemente e spudoratamente".

Dalla campagna di Romney, chiaramente, difendono il duro e 'muscoloso' intervento di Ryan: "Niente di sbagliato, solo alcune imprecisioni". Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Ryan avrebbe detto un pò più di qualche imprecisione: almeno sei 'bugie' e tre affermazioni pittosto "fuorvianti", che hanno comunque infiammato l'entusiastica platea di delegati repubblicani.

La bugia più clamorosa è quella secondo cui Obama avrebbe chiuso un impianto della Gm a Janesville, in Wisconsin, che invece fu fermato quando presidente era George W.Bush. Ryan avrebbe mentito tra l'altro sulla cifra relativa all'aumento della spesa pubblica da parte dell'amministrazione Obama, sull'aumento delle tasse sulle piccole imprese e sul fatto che l'attuale presidente non abbia presentato un piano per la riduzione del debito, cosa invece avvenuta.

Inoltre, Ryan ha accusato la Casa Bianca di essere responsabile della perdita della 'tripla A' da parte degli Stati Uniti, mentre - ricorda il Washington Post - nel rapporto dell'agenzia di rating Standard&Poor's si sottolineava chiaramente come all'origine del downgrade ci fossero le colpe dei repubblicani, che hanno preteso di condizionare l'innalzamento del tetto del debito alla riduzione del deficit. Debito che - a differenza di quanto detto da Ryan - è salito vertiginosamente nell'era Bush, con i suoi tagli fiscali e con la guerra in Iraq.

L'ostilità tra il presidente e il vice di Romney va avanti già da alcuni giorni. Ad aprire le ostilità era stato proprio Ryan che si è subito caratterizato per le sue posizioni estremne e i suoi attacchi all'attuale inquilino della Casa Bianca. In uno spot di alcuni giorni fa, la campagna di Obama aveva replicato, accusando il pur giovane Ryan di essere "fuori dalla realtà dei nostri tempi", soprattutto per le sue posizioni conservatrici in campo sociale, dall'aborto all'immigrazione.

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