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USA 2012: Obama vola nei sondaggi, Romney teme disfatta

Barack Obama vola nei sondaggi e Mitt Romney comincia a preoccuparsi davvero. La campagna elettorale per le presidenziali americane, dopo le convention repubblicana e democratica, ha preso una nuova piega.

Se prima era il presidente ad apparire in affanno, ora è l'ex governatore del Massachusetts ad essere in difficoltà. Tanto che la paura comincia a serpeggiare sia ai vertici del Grand Old Party sia all'interno dello stesso staff del miliardario Mitt. Insomma, si teme la disfatta.

"Se va avanti così perdiamo", avrebbero ammesso dietro le quinte alcuni responsabili della macchina elettorale di Romney, riferendosi agli ultimissimi sondaggi che danno Obama decisamente in testa non solo a livello nazionale (dai due ai quattro punti), ma anche in quasi tutti gli Stati in bilico, i cosiddetti 'swing states'.

Quello che sorprende di più i repubblicani è come questo "rimbalzo" di Obama sia avvenuto nonostante l'ennesima tegola dei deludenti dati sull'occupazione e nonostante le perplessità espresse da più parti per l'intervento del presidente alla convention di Charlotte, da molti giudicato al di sotto delle aspettative.

In casa Romney, dunque, comincia a serpeggiare un certo nervosismo: "Sulla mappa dei democratici ora ci sono molte più strade che portano alla vittoria", ammettono ancora dalla campagna del repubblicano. E persino l'aspirante First Lady è scesa in campo in difesa del marito: "Lo stanno realmente demonizzando", è sbottata Ann Romney nel corso di un'intervista alla NBC.

La stessa in cui Mitt potrebbe aver compiuto l'ennesimo passo falso: una retromarcia sull'Obamacare, che fino a ieri voleva abolire come primo atto della sua presidenza e che ora invece salverebbe in più parti.

Ma visto che l'affondo sull'economia non pare aver funzionato un granché, Romney cerca disperatamente di riportare la discussione su altri terreni, come quello della sanità o quello dei valori, puntando soprattutto all'elettorato più conservatore.

A fianco di un famoso predicatore evangelico, in Virginia, ha deciso allora di giocare la 'carta di Dio'. "Io non toglierò mai Dio dal nostro programma. Non toglierò mai Dio dal mio cuore. Noi siamo una nazione nobilitata da Dio", ha tuonato, accusando i democratici che alla loro convention originariamente non avevano citato Dio nella loro piattaforma.

Mitt però si è spinto un po' troppo oltre, sostenendo che Obama vuole togliere anche la frase 'In God We Trust' dalle banconote in dollari.

"Il presidente Obama crede che la parola Dio debba essere tolta dalle banconote così come crede che gli alieni attaccheranno la Florida", ironizza lo staff obamiano, accusando il candidato repubblicano di essere "caduto in basso".

Poi è lo stesso presidente a sferrare un nuovo attacco, in un'intervista alla CBS e nel corso di un incontro elettorale nella sua seconda giornata in Florida, il principe degli 'swing states', che nel weekend ha girato in lungo e largo a bordo del suo bus, battezzato 'Ground Force One'.

"I repubblicani vogliono tagliare il deficit di 5000 miliardi di dollari, ma a scapito solo della classe media e dei più poveri, al fine di alleggerire la pressione fiscale sui più ricchi", ha accusato Obama, ricordando come la sua amministrazione abbia già tagliato il bilancio federale di mille miliardi di dollari. E assicurando come ci siano margini per fare di più. Anche tassando maggiormente i più ricchi.

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