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Usa 2012: Romney ha 8 mln in conti in Isole Cayman

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 gennaio 2012 - 08:29
(Keystone-ATS)

Mitt Romney ha alcuni milioni di dollari parcheggiati in fondi delle Isole Cayman, uno dei più famosi paradisi fiscali al mondo. In particolare si parla di 8 milioni di dollari suddivisi in 12 fondi registrati in questo arcipelago caraibico. Lo ha scoperto la rete tv Abc con uno scoop che a due giorni dalle primarie del South Carolina rischia di mettere nei guai il miliardario mormone, da tempo messo sott'accusa per via della sua ricchezza sconsiderata.

Un suo portavoce ammette a mezza voce la notizia, assicurando però che Romney ha sempre osservato in modo meticoloso tutte le leggi fiscali americane circa il suo patrimonio, senza distinzione di sorta, se questo si trovi in America o in altri luoghi. E spiega che tenere questi fondi alle Cayman aveva lo scopo di incentivare l'apporto di investitori esteri che non volevano sottomettersi alla pressione fiscale americana. Sulla carta la giustificazione tiene. Tuttavia alcuni esperti osservano che con questo sistema di conti offshore, Romney e le sue aziende potrebbero aver ottenuto comunque benefici finanziari e profitti più alti, insomma vantaggi economici, in ultima analisi a spese dello stato americano.

Della questione si tornerà a parlare. Quello che è certo è che in un momento di forte crisi, con circa una metà della popolazione americana che si trova in grosse difficoltà economiche, un candidato alla Casa Bianca che conta di un patrimonio stimato di 250 milioni di dollari e che ha perfino conti all'estero, rischia di sembrare quanto meno lontano dall'uomo della strada e dai suoi problemi quotidiani.

Già ieri, prima ancora che si parlasse del Cayman, Romney è stato al centro di una polemica furibonda sempre sul tema delle imposte. Durante il dibattito di lunedì scorso, il primo in South Carolina, Rick Perry dopo un forte pressing era riuscito a strapparli la promessa che avrebbe pubblicato la sua dichiarazione dei redditi ad aprile. Sull'onda di quella concessione, la Casa Bianca, che da mesi fa le pulci solo a lui, gli ha ricordato che rendere note le proprie entrate è ormai una tradizione consolidata per ogni candidato presidente, in auge sin dal lontano 1968, lanciata, scherzi del destino, proprio dal padre di Mitt, George Romney. Infine, come ciliegina sulla torta, è emerso che l'aliquota di Romney si aggira attorno al 15%. Una cifra che potrebbe dare nuova linfa alla battaglia ingaggiata da tempo da Barack Obama a favore dell'innalzamento delle tasse a carico dei superricchi.

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