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Splende il sole sul cielo di Tampa, dove finalmente parte l'attesissima Convention Repubblicana che nominerà Mitt Romney come candidato alla Casa Bianca. Tuttavia, il cielo azzurro non placa l'incubo del Grand Old Party che Isaac possa oscurare la kermesse costata milioni di dollari.

Ormai a New Orleans è scattata l'emergenza e quella che ieri era una tempesta tropicale sta prendendo forza, diventando definitivamente un uragano dalla potenza distruttrice inimmaginabile. Così è bastato accennare che nei prossimi giorni gli States possano vivere una sorta di Katrina 2 per mettere in ansia tutto il partito.

Sette anni fa, il predecessore di Barack Obama, George W. Bush, non seppe essere all'altezza di quella tremenda tragedia. È di quei giorni una delle immagini più drammatiche della sua presidenza, quando si sporgeva dal finestrino dell'aereo per vedere i morti galleggiare sull'area alluvionata. Una foto simbolo della sua impotenza, e della sua incapacità di essere utile al Paese. E forse proprio da lì partì il suo declino, che alla fine, tre anni dopo, trascinò anche John McCain verso la sconfitta del 2008.

Da mesi gli strateghi repubblicani lo hanno di fatto isolato. Lui ha accettato di buon grado questa sorta di silenzioso ostracismo politico defilandosi da ogni iniziativa politica. Anche il suo endorsement a Mitt Romney è venuto rispondendo laconicamente con un sì a chi gli chiedeva se avrebbe appoggiato l'ex governatore del Massachusetts, prima di entrare in un ascensore. E sempre lui è considerato il grande assente della manifestazione di Tampa. Proprio per questo, Isaac sembra essere il frutto di una sorta di 'maledizione Bush' ai danni di un partito che non ha nessuna voglia di fare i conti con il suo passato. Così, quando in Svizzera sarà l'alba, toccherà all'aspirante First Lady, Ann Romney, nel suo discorso ai delegati dare un pò di smalto a questa Convention che rischia di essere un terribile fiasco.

In agenda c'è anche Chris Christie: al popolarissimo governatore del New Jersey il partito ha affidato il keynote speech, il discorso politicamente più rilevante della Convention, dopo quelli del candidato presidente e del suo vice. Ma mentre i delegati stanno affluendo al Tampa Bay Times Forum, le tv restano inchiodate sulle immagini di Isaac. Come annunciato già ieri, probabilmente gli schermi saranno divisi tra il palco di Tampa e le strade deserte di New Orleans. Qualcosa di inevitabile, ma che ha già fatto gridare allo scandalo soprattutto la destra estrema che, anche stavolta, parla di una cospirazione organizzata direttamente da Obama in combutta con i 'media liberal'.

La Casa Bianca, è la tesi di Rush Limbaugh, un notissimo opinion maker vicino ai Tea Party, sta utilizzando l'uragano Isaac per oscurare la Convention repubblicana di Tampa. Limbaugh, nel suo programma radiofonico dà spesso voce alla pancia della 'Bible Belt', a quello che tanti ultra-conservatori dell'America profonda bianca pensano, ma non hanno il coraggio di dire. "Obama - attacca questa sorta di guru - sta manomettendo le previsioni del tempo su quanto sta accadendo nel Golfo del Messico e in Louisiana per fini politici". Quindi, a rafforzare la sua linea para-cospirazionista, Limbaugh smentisce la presunta autonomia dell'ente meteo predisposto a monitorare gli uragani, l'Hurricane Center: "Quello è il regime e il governo è Obama".

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SDA-ATS