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La possibilità che Donald Trump vinca la nomination repubblicana per Usa 2016 spaventa sempre di più Wall Street, che come il resto d'America assiste incredula all'ascesa del magnate newyorkese del mattone.

Intanto il Grand Old Party scalda i motori per il secondo dibattito televisivo tra i suoi candidati - in onda domani sera sulla Cnn - mentre Trump continua a salire nei sondaggi: secondo l'ultima proiezione di Washington Post e Abc News è al 33% delle preferenze.

Su di lui però sta accorciando le distanze l'ex neurochirurgo Ben Carson, arrivato a conquistare il 20% degli intervistati. Mentre candidati apprezzati dal mondo della finanza come l'ex governatore della Florida, Jeb Bush, sono lontanissimi dalla vetta (il sondaggio mostra che il gradimento di Bush è ai minimi con solo l'8%).

La scalata del miliardario newyorkese, sino a poco tempo fa considerata un fuoco di paglia destinato a spegnersi in fretta, sta ora mettendo in pensiero i 'baroni' di Wall Street: "Ho avuto quattro pranzi con alcuni investitori ad agosto - ha detto a Politico il vice presidente di Blackstone, Byron Wien - Al primo tutti pensavano che Trump sarebbe crollato, ma entro il quarto hanno iniziato a prendere la situazione seriamente". "Attinge a frustrazioni molto reali ed è un manipolatore dei media", ha aggiunto Wien.

Anche un amministratore delegato di un'importante società di Wall Street, che ha preferito restare anonimo, ha criticato Trump, aggiungendo come nel mondo della finanza tutti credono che alla fine gli elettori voteranno un candidato dell'establishment. Una ipotesi, questa, che però viene sostenuta con sempre minore convinzione. "Non conosco nessuno che sia un sostenitore di Trump. Non conosco nessuno che conosce un sostenitore di Trump - ha detto il Ceo, citato da Politico - È un mistero". A suo parere "c'è un misto di shock e smarrimento, e nessuno sa veramente perché tutto questo stia accadendo". "Credo però - ha continuato - che quelli che sono preparati per correre una maratona beneficeranno del ritiro di Trump al 35/mo chilometro".

L'ultimo attacco ai danni del mondo della finanza il frontrunner repubblicano lo ha assestato domenica, durante il programma della Cbs 'Face the Nation', quando ha affermato che la remunerazione dei dirigenti in America è una "totale barzelletta", promettendo di aumentare le tasse sui "ragazzi degli hedge fund". E ieri, in un comunicato inviato a Politico, il suo staff ha ribadito l'attacco a Wall Street e ai suoi due candidati più apprezzati: "Hillary Clinton e Jeb Bush continueranno a fare in modo che i 'ragazzi' degli hedge fund' paghino poche imposte o non le paghino affatto. Loro hanno il pieno controllo di Hillary, di Jeb e di altri candidati", si legge nel comunicato. "La mia campagna elettorale è autofinanziata - continua - le uniche persone che hanno il controllo su di me sono i cittadini americani".

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SDA-ATS