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Usa e Onu nella rete di grande attacco cyber-spionaggio

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2011 - 14:34
(Keystone-ATS)

Scoperta la più grande operazione di cyber-spionaggio della storia: la società di sicurezza informatica McAfee ha riscontrato la violazione dei database di 72 organismi tra cui l'Onu, i governi di Usa, Canada, Corea del sud, India, Taiwan e Vietnam e decine di società americane del settore hi-tech e della difesa.

Il rapporto diffuso dalla McAfee afferma che i sospetti si appuntano su un non meglio specificato "soggetto statale" che, a detta degli esperti, sarebbe la Cina. L'operazione di spionaggio andrebbe avanti da cinque anni ed è stata scoperta a marzo in tutta la sua ampiezza.

Dei 72 soggetti spiati, 49 hanno base negli Stati Uniti e tra gli obiettivi c'erano dati top secret sui sistemi militari e di comunicazione americani. Una scelta che porta alla pista cinese, anche perché molte intrusioni erano collegate a Taiwan e al Cio, il Comitato olimpico internazionale, nei mesi precedenti le Olimpiadi di Pechino.

La gamma dei soggetti spiati era molto ampia: si va dall'Asean, l'associazione dei Paesi del sud-est asiatico, all'agenzia mondiale anti-doping, la Wada. L'Onu era nel mirino con il segretariato di Ginevra, sede tra l'altro del Consiglio per i diritti umani, che è stato spiato per due anni. "Persino noi siamo rimasti sorpresi dall'enorme diversità delle vittime e dall'audacia degli autori" di questo cyber-spionaggio, ha affermato il vicepresidente di McAfee per la ricerca delle minacce, in un rapporto di 14 pagine.

"Come siano stati utilizzati questi dati resta un punto interrogativo", ha aggiunto, "ma se anche solo una minima parte è stata impiegata per realizzare prodotti più competitivi o battere un concorrente in una trattativa cruciale, la perdita rappresenta una minaccia economica enorme".

La McAfee si è imbattuta nella reale portata di questa cyber-offensiva a marzo, quando i suoi ricercatori hanno scoperto l'ampia rete di attacchi indagando su un server che nel 2009 aveva guidato alcune intrusioni nei database di industrie della difesa.

L'offensiva è stata ribattezzata "Operation Shady RAT", acronimo di "remote access tool, un tipo di software usato dagli hacker per accedere ai computer a distanza. "E' la piu' grande razzia di ricchezze in termini di proprieta' intellettuale della storia", denuncia il rapporto, "le dimensioni sono davvero spaventose".

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