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Ancora poche ore e la Nsa porrà fine al suo programma di 'spionaggio' di massa delle telefonate dei cittadini statunitensi.

Nonostante l'allarme terrorismo seguito agli attacchi di Parigi, la potente agenzia dell'intelligence statunitense da lunedì non avrà più accesso illimitato e indiscriminato ai dati delle compagnie telefoniche, ma dovrà chiedere autorizzazione a una corte che deciderà caso per caso.

Una svolta dopo che quattordici anni fa il Patriot Act, varato alla luce gli attentati dell'11 settembre del 2001, aveva permesso la creazione di un vero e proprio 'Grande Fratello' in grado di intercettare chiunque. Non tanto i contenuti delle telefonate, ma i cosiddetti "metadati", vale a dire giorno e ora delle telefonate, la loro durata nonché i numeri da cui le chiamate arrivavano o a cui erano destinate.

Una vittoria per Edward Snowden, la 'talpa' che con le sue rivelazioni ha fatto esplodere il Datagate, mettendo in grave imbarazzo l'amministrazione Obama, anche per le intercettazioni di leader stranieri come la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Ma spingendo l'amministrazione statunitense ad ammettere gli eccessi e a cambiare modalità. Così il 2 giugno scorso il Congresso americano ha votato una legge - lo Usa Freedom Act - che vieta alla Nsa di raccogliere informazioni in massa, dando all'agenzia 180 giorni di tempo per passare a un nuovo sistema di raccolta dei dati.

Desta preoccupazione che la scadenza cada proprio nei giorni in cui l'allerta contro il terrore è in tutto il mondo occidentale ai massimi livelli dai tempi dell'11 settembre 2001. Con la Francia, ad esempio, pronta a sospendere alcune garanzie sul fronte dei diritti in nome dell'emergenza. Ma la richiesta di alcuni repubblicani nel Congresso Usa per una estensione della scadenza del programma della Nsa è caduta nel vuoto.

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SDA-ATS