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La Casa Bianca potrebbe consentire il passaggio di una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu che porti alla nascita di uno Stato palestinese, evitando di esercitare il suo diritto di veto.

Lo hanno lasciato trapelare nelle ultime ore diversi alti esponenti dell'amministrazione Obama, mentre Netanyahu sembra invece aver fatto una parziale marcia indietro sulla sua chiusura nei confronti dei negoziati con i palestinesi, che aveva in particolare irritato la Casa Bianca.

Appena tre giorni fa, alla vigilia del voto, Netanyahu aveva detto che se rieletto premier avrebbe fatto di tutto per non consentire la nascita di uno Stato palestinese, perché, aveva spiegato, "penso che chiunque muova verso uno Stato palestinese e lasci dei territori fornisce terreno d'attacco per l'Islam radicale contro Israele".

In un'intervista ad una tv americana, oggi ha detto che non è vero che "voglio una soluzione con uno Stato. Io voglio una soluzione con due Stati pacifica e sostenibile, ma per questo le circostanze devono cambiare".

Netanyahu ha quindi ribadito che gli Stati Uniti sono "il più grande alleato di Israele e non ha fatto alcun riferimento al possibile cambiamento della politica Usa nel processo di pace israelo-palestinese, che pure è stato avocato da diversi funzionari dell'amministrazione citati in forma anonima dal New York Times e dal Wall Street Journal.

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SDA-ATS