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Gli Stati Uniti riaprono 18 delle 19 fra ambasciate e consolati chiusi in seguito alla minaccia terroristica: domenica o lunedì - afferma il Dipartimento di Stato - riapriranno i battenti, unica eccezione l'ambasciata di Sanaa, nello Yemen, che resterà chiusa. Nessuna spiegazione sulla decisione di riaprire e riprendere un'attività regolare.

Il consolato di Lahore, in Pakistan, parzialmente evacuato per una minaccia diversa da quella di Al Qaeda, resterà chiuso. L'annuncio del Dipartimento di Stato è arrivato ieri sera dopo la conferenza stampa del presidente americano Barack Obama che, difendendo le misure anti terrorismo prese dagli Stati Uniti, ribadisce: il nucleo centrale di Al Qaeda, quello che ha compiuto gli attacchi dell'11 settembre, è stato decimato ed è debole. Ma - avverte Obama - le organizzazioni regionali, come Al Qaeda nella penisola araba, sono una minaccia.

La riapertura delle ambasciate americane ha fatto seguito a una giornata ad alta tensione per l'allerta attentati. In Francia la Torre Eiffel è stata evacuata e messa in sicurezza in tutta fretta. Il monumento simbolo è rimasto chiuso per quasi due ore, il tempo necessario alla polizia e agli artificieri per ispezionarlo e dichiarare che non c'era nessuna bomba o altro oggetto sulla Torre. Si è trattato di un falso allarme.

Sicurezza ai massimi livelli anche in India: "Delhi è stata posta in stato di massima allerta e la sicurezza rafforzata nei mercati, nelle piazze affollate, vicino ai grattacieli e agli edifici governativi" riferisce l'intelligence. In Germania i servizi di sicurezza sono allerta per il rischio di attacchi da parte di islamici ceceni.

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SDA-ATS