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USAM richiede taglio ai costi della regolamentazione

Secondo l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), la Svizzera dovrebbe dotarsi di un sistema che ponga un freno ai costi della regolamentazione.

Nell'ambito di queste operazioni vengono infatti versati ogni anno più di 60 miliardi di franchi, si è rammaricata oggi l'USAM a Berna davanti ai media.

Questo dato corrisponde a una perdita del 10% del prodotto interno lordo (PIL). Si tratta di cifre importanti che possono avere conseguenze pesanti per le piccole e medie imprese, hanno fatto notare i partecipanti alla conferenza stampa.

Il presidente dell'USAM Jean-François Rime (consigliere nazionale UDC/FR) ha affermato che spese di questo genere mettono in pericolo l'economia. Per favorirne invece la crescita, Rime ha chiesto una migliore gestione dei costi, che sarebbe "benefica per la Svizzera".

Il taglio delle spese definite superflue si basa su tre pilastri. Il primo consiste nel limitare i costi già conosciuti. Una lista di misure che permetterebbe di risparmiare 2,3 miliardi di franchi a corto e medio termine era stata stabilita dal Consiglio federale nel 2013. Il vicepresidente dell'USAM Jean-René Fournier ("senatore" PPD/VS) ha però fatto notare che "il governo non ha al momento intrapreso nulla sotto il punto di vista dell'attuazione". Per questa ragione, Fournier ha depositato l'anno scorso una mozione per fare applicare queste misure.

Il secondo elemento fondamentale è rappresentato dalla creazione di un organo indipendente incaricato di esaminare i costi della regolamentazione e dalla messa a punto di un processo parlamentare per gestirli.

Il direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler (consigliere nazionale PLR/ZH) ha sottolineato che troppo spesso il Parlamento legifera senza essere a conoscenza dell'impatto finanziario di un nuovo progetto. A suo avviso, l'istituzione di questo organo autonomo permetterebbe alle due Camere di disporre degli elementi necessari per deliberare correttamente.

Infine, l'USAM sostiene che, quando le spese superano una certa somma o nel caso in cui più di 10'000 imprese siano coinvolte, il Parlamento debba pronunciarsi a maggioranza assoluta. "Un meccanismo simile viene usato con risultati positivi per fronteggiare l'indebitamento statale" ha sottolineato Bigler.

Il laboratorio di riflessione di orientamento liberale Avenir Suisse aveva già proposto circa due anni fa l'introduzione di un freno ai costi della regolamentazione, con lo scopo di definire un valore limite per l'onere amministrativo delle imprese.

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