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L'origine sociale o migratoria degli scolari comporta sensibili differenze nella formazione scelta dopo la scuola dell'obbligo. Lo rileva un'analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST) su 530'000 giovani, che ha registrato anche i tassi di bocciature.

Nel grado secondario II - quello che segue la scuola dell'obbligo - il 62% degli allievi dei licei ha almeno uno dei genitori con un livello di formazione di grado terziario. Questa proporzione è del 40% nelle scuole di cultura generale, del 33% tra chi mira ad un attestato federale di capacità (AFC) in quattro anni, del 25% per gli allievi di un AFC in tre anni e infine del 12% in quelle scuole che portano al conseguimento di un certificato federale di formazione pratica (CFP).

I CFP si contraddistinguono anche per una proporzione nettamente più elevata di allievi di nazionalità straniera nati all'estero: 20%, contro il 5-8% nelle altre formazioni.

Anche nei vari tipi di scuola del grado terziario si constatano notevoli variazioni in termini di origine sociale. La proporzione di nuovi immatricolati con almeno uno dei genitori dotato di un livello di formazione terziario è del 45% per le scuole universitarie professionali (SUP), del 51% per le alte scuole pedagogiche (ASP) e del 61% per le università e i politecnici federali (UNI). Nelle scuole specializzate superiori (SSS) il tasso è invece solamente del 33%.

Riguardo alle bocciature, l'UST ha rilevato che, in generale, tra il 2012 e il 2013 il 5% degli allievi del primo anno del grado secondario II ha ripetuto l'anno e il 6% ha sospeso la formazione.

Le formazioni professionali di base, quelle per un AFC o un CFP, sono caratterizzate da un tasso di ripetizione degli allievi del primo anno relativamente basso (3%). Tuttavia la quota aumenta sistematicamente l'ultimo anno (6% in media per gli AFC), spesso in seguito al mancato superamento dell'esame di fine apprendistato.

Nelle scuole che preparano alla maturità liceale il 9% degli allievi del primo anno ripete la classe. Questa percentuale scende gradualmente con il proseguimento degli studi (5% al terzo anno).

I tassi di uscita variano sensibilmente tra un tipo di formazione e l'altro: dal 4% per le scuole di maturità liceale al 14% dei CFP. Le percentuali scendono nettamente con l'avanzare degli studi.

Nelle scuole universitarie e specializzate superiori il 9% degli studenti del primo anno interrompe gli studi, generalmente per più di un anno, ma però molto spesso poi si riorienta. E i cambiamenti degli indirizzi di studio sono una componente essenziale per il buon esito dei percorsi formativi del grado terziario, sottolinea l'UST.

Fra gli studenti che conseguono il bachelor nello stesso campo di studio e nello stesso tipo di scuola scelta sin dall'inizio, il tasso di riuscita è del 70%.

La percentuale raggiunge l'80% se si considera la riuscita al bachelor in un altro campo ma nello stesso tipo di scuola universitaria (UNI: 76%, SUP: 81%, ASP: 87%). Infine, sale all'84% per chi ottiene un bachelor in un altro tipo di scuola universitaria dopo aver cambiato l'indirizzo di studio.

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SDA-ATS