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Sgravare le piccole e medie imprese (PMI) dagli obblighi dei rilevamenti statistici, come chiesto da una mozione UDC approvata dal Nazionale, avrebbe pesanti conseguenze. Le PMI rappresentano il 98% del tessuto, rileva il direttore di UST.

In un'intervista a "Le Matin Dimanche", il direttore dell'Ufficio federale di statistica Georges-Simon Ulrich si dice contrario.

Nello scorso settembre il Consiglio nazionale ha approvato cinque mozioni, tutte provenienti dai partiti di centro-destra, volte a semplificare la burocrazia: tra le richieste anche quella di esonerare le aziende con meno di cinquanta dipendenti, comprese le aziende agricole, dall'obbligo di partecipare alle inchieste statistiche.

Ma se venisse accolta questa esigenze, spiega il direttore dell'UST, non sarebbero più disponibili dati per le piccole società, con tutta una serie di problemi sul piano del raffronto internazionale. "Non saremmo più in grado di produrre statistiche economiche così come le conosciamo oggi, soprattutto in materia di sviluppo congiunturale". L'adeguamento delle rendite AVS sulla base di salari e prezzi non sarebbe più possibile. "Mancherebbero persino i dati per determinare il livello delle retribuzioni in Svizzera, un elemento molto importante nei negoziati salariali".

Secondo Ulrich il costo globale dei rilevamenti statistici a carico delle imprese è inferiore ai 10 milioni di franchi, un importo "estremamente basso".

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SDA-ATS