Navigation

Vallese: 120 poligoni di tiro inquinano acque, urge risanamento

Le colline paracolpi dei poligoni di tiro contendono tonnellate e tonnellate di piombo ed altri metalli pesanti. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2019 - 17:31
(Keystone-ATS)

In Vallese 120 dei 230 poligoni di tiro non militari dovranno essere risanati: le centinaia di tonnellate di piombo e altri metalli pesanti accumulati nelle colline paracolpi costituiscono infatti una minaccia per il suolo e l'acqua.

In una nota odierna, la cancelleria di Stato vallesana precisa che dal 2004 si è provveduto a risanare 31 siti, dando la precedenza a quelli situati nelle zone di protezione delle acque. Ne restano tuttavia ancora 120 da bonificare. I lavori non sono semplici: il materiale inquinante contenuto nella terra delle colline paracolpi deve essere separato dal terriccio e smaltito in discariche controllate o in appositi centri di trattamento dei rifiuti.

Secondo le stime del canton Vallese, i costi del risanamento dei restanti 120 poligoni ammontano a "oltre 10 milioni di franchi". La fattura verrà saldata secondo il principio "chi inquina paga": toccherà quindi alle società di tiro, o anche i comuni in caso di insolvenza, mettere mano al portafoglio.

Il cantone concederà, a determinate condizioni, contribuiti fino al 40% dei costi. Dal canto suo la Confederazione stanzia sovvenzioni una tantum dell'ammontare di 8'000 franchi per i poligoni di tiro a 300 metri e si assume il 40% dei costi per gli altri tipi di impianti.

Il sostegno della Confederazione è concesso solo se dopo il 31 dicembre 2020 non verranno più sparati proiettili nel terreno. I circa 60 poligoni di tiro vallesani che desiderano continuare la loro attività dovranno quindi procedere al risanamento prima di quella data e sostituire le colline paracolpi con sistemi non inquinanti di recupero delle pallottole.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.